Dimensione del carattere 

Giovedì 12 marzo 2026

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

Ricerca avanzata

12/03/2026

I vecchi leoni della savana giudiziaria

Il fronte del NO presenta grandi interpreti della concezione elastica della custodia cautelare. Mentre i giovani del SI' andranno sostenuti...

   

I vecchi leoni della savana giudiziaria

Diciamolo senza troppi giri di p

Diciamolo senza troppi giri di parole: il fronte del 'No' sembra ormai entrato nella sua fase indefinita. In termini calcistici, siamo a fine carriera. Pochi giovani, vivaio desertificato, e lo schema tattico è sempre quello: stessi interpreti, stessi passaggi, stesso lancio lungo nel vuoto. Più che una squadra, una replica di “Novantesimo Minuto – archivio 1994”.
Il repertorio retorico, poi, è rimasto quello dei tempi d’oro:
“se votate Sì siete mafiosi”,
“il Sì lo voleva Licio Gelli”,
“volete difendere la Casta”.
Un disco rotto che gira da talmente tanto tempo che ormai non graffia più: si è proprio fuso con il giradischi. Cosa ne penso? Una noia mortale. Più che un dibattito pubblico, una puntata infinita di Techetechetè del complottismo costituzionale.
Il gioco è prevedibile. Certo, ogni tanto scappa ancora qualche lampo: il classico tiro da trenta metri di vintage populistico-giudiziario, uno di quei colpi che fanno alzare il pubblico per tre secondi. Ma, da osservatori professionali, dobbiamo dirlo: il ciclo sembra avviato verso la sua naturale conclusione. Siamo nella fase “testimonianza a bordo campo”.
In campo si vedono soprattutto vecchie glorie dell’analfabetismo giuridico: i soliti Nino Di Matteo, Nicola Gratteri, Henry John Woodcock — quest’ultimo affettuosamente ribattezzato da Feltri “c.zzo di legno”, che nel panorama delle analisi tecnico-tattiche resta comunque una definizione di grande eleganza.
Sia chiaro: parliamo di gente che la storia l’ha fatta davvero.
Professionisti che hanno costruito carriere intere su una concezione particolarmente elastica della custodia cautelare. Se restiamo nella metafora calcistica, sono i Ronaldo, i Messi — o se volete i Lewandowski — del 41-bis.
I Maradona delle richieste di condanne secolari fondate su pentiti pluriomicidi che, tra una nuotata e un drink in regime di protezione, raccontano storie che 'sembrano credibili'. E l’arbitro, per prudenza, assegna sempre il rigore.
Massimo rispetto, naturalmente.
Però oggi appaiono un po’ come quei vecchi leoni della savana giudiziaria che un tempo dominavano la prateria e adesso passano gran parte del tempo a raccontare ai giovani come, nel ’992, loro sì che cacciavano le gazzelle a mani nude.
Dei Luka Modrić dell’accusa creativa: quando li osservi intravedi ancora il tocco educato, la sicurezza di chi ha passato decenni a firmare sequestri senza dover mai davvero rispondere delle aziende polverizzate lungo la strada e della disoccupazione generata. Però manca qualcosa. Manca la freschezza. Manca l’incoscienza della gioventù. Manca soprattutto qualcuno che sappia correre.
E allora guardi il fronte del No e ti chiedi: possibile che non abbiano nuove leve?
Poi però arrivano le sorprese.
Che talenti. Che promesse.
Un meme, e dentro c’è tutto: la livrea costituzionale e l’antivaccinismo pseudoscientifico fusi in un unico gesto tecnico. Una rovesciata ideologica eseguita con la naturalezza di chi entra in campo per la prima volta e decide subito di tirare da centrocampo.
Straordinario. Davvero.
Comunque finisca questo campionato di livrea costituzionale, una cosa possiamo ormai dirla con ragionevole certezza: per noi appassionati della giocata improbabile e del colpo di genio, il futuro del ritardo cognitivo giudiziario sembra saldamente nelle mani del fronte del Sì.
Il vivaio del No è in crisi.
Ma quello del Sì… sta tirando fuori dei fenomeni. Che vanno sostenuti.

Amilcare Puviani

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria