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Domenica 11 gennaio 2026

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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11/01/2026

Maschere, soprannomi e memoria popolare ad Alessandria

Dalla radio alla stampa, tratto da LMCA 657 del 19 gennaio 2025. Il lavoro di Piero Teseo Sassi con la collaborazione di Nicolò Bellantone

   

Maschere, soprannomi e memoria popolare ad Alessandria

Senza nome 1

Nomi che restano, origini che sfuggono

Nel nostro parlare quotidiano non è raro che si insinuino, anche tra parole colte e ricercate, nomi di personaggi dei quali non sappiamo più dare origine o spiegazione. Ci provengono dall’uso familiare, dai genitori, da una tradizione orale che li aveva resi familiari senza che ne conoscessimo più il significato. Appartenevano a quella sfera profonda dei saperi popolari che formano l’identità di una comunità, ma di cui spesso si smarrisce la radice.

Uno di questi nomi è “Cichinisio”. Lo si usa per indicare “uno qualsiasi”, quello che i latini avrebbero definito quisque de populo. Forse il “cittadino medio”, forse nemmeno quello. Il problema non è tanto il significato quanto l’origine: da dove venivano questi nomi che continuavano a vivere nel linguaggio comune?

La memoria come archivio invisibile

Una prima risposta sta proprio nella memoria, in quel diaframma sottile tra storia e leggenda che caratterizza una comunità. Su questo terreno ha iniziato a lavorare Piero Teseo Sassi, studioso legato al Museo “C’era una volta” della Gambarina, che, accantonati solo per un periodo breve gli studi più sistematici sulla storia quotidiana di Alessandria, si è dedicato al recupero di ricordi affiorati dalla memoria collettiva cittadina. Con lui ha collaborato Nicolò Bellantone, giovane ricercatore.

Il loro lavoro è uscito nella collana I Quaderni del Museo con il titolo Fogli sparsi di memorie alessandrine. Proprio per questo risulta ora possibile non solo rispondere alle domande iniziali, ma anche sbirciare in un materiale da poco disponibile al pubblico.

Maschere di città

Riordinando questi “fogli sparsi”, gli autori aiutano a risalire all’origine di nomi e parole che apparivano naturali, ma che avevano una storia precisa. Così accade per Cichinisio, carrettiere di nome Francesco, detto Cecco, che girava per la città con un carrettino a mano, svolgendo piccole commissioni. Considerato un povero di spirito, era stato spesso vittima di scherzi crudeli, e il suo soprannome derivava da una storpiatura dispregiativa del nome di battesimo.

Accanto a lui compaiono figure come Pagnufli, ladro di galline che aveva elaborato una sua personale teoria giuridica, Celeste, mendicante noto per motti e poesie sconvenienti, Piugion, incarnazione dell’avaro estremo, Mantelli, strillone antifascista e sorvegliato dalla questura, e Brüzà, cocchiere che collegava la stazione alla Cà Rusa (il casino). Un universo umano che popolava le strade, le piazze e l’immaginario cittadino.

La piccola storia che salva la memoria

Non manca, in questa galleria, l’universo femminile, rappresentato da figure come Angela la Bònsa, donna generosa e marginale, che dopo la Liberazione si era innamorata di un soldato afroamericano e che, per necessità, si era confezionata da sé la propria biancheria intima.

Il lavoro di Sassi e Bellantone non si limita però a una sfilata di personaggi. Affronta anche altri temi della memoria cittadina: l’alluvione del 1994, i mulini natanti sul Tanaro, le locande e i locali di un’Alessandria scomparsa.

Perché raccontare tutto questo? Per evitare che i ricordi di questi “sventurati” vadano completamente perduti. Se la grande storia si fonda su tomi imponenti, la piccola storia ha bisogno di qualcuno che la raccolga in un libriccino, restituendole dignità e senso.

 

Estratto da LMCA 657 – BBSI – 19 gennaio 2025

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria