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Mercoledì 18 ottobre 2017

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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14/11/2015

La guerra nuova di IS, la guerra vecchia dell'Europa

È ora di agire, ognuno per la propria responsabilità. Ocorre rendere sicure le strade, perché è lì che si combatte la nuova battaglia di civiltà, a Parigi come a Roma. Inutile combattere Mosca

   

La guerra nuova di IS, la guerra vecchia dell'Europa

11 settembre – 13 novembre… incominciano ad essere troppe le date funeste da ricordare per la civiltà occidentale. E soprattutto quello che stupisce di più è la velocità con la quale scorre su di noi il senso della dimenticanza, dopo aver anche qui scontato in breve il doveroso rito collettivo della solidarietà e del lutto già bell’e che elaborato. Lo si può fare in mille modi, anche dicendo di non aver paura per non essere ulteriormente disturbati nell’affaccendarsi quotidiano del politically correct, che vuole l’obbligo della multietnia, del melting pot come cose buone, e la dichiarazione di diversità difficilmente colmabile in tempi stretti come cosa cattiva. La cultura occidentale si è abituata ad adattarsi alle forme di chi la detesta, modificando i suoi margini per compensare la sua debolezza. Rischia di essere sconfitta prima ancora di combattere… forse.
La cultura occidentale non si è abituata ai nuovi nemici, preferisce i vecchi: l’Europa sa combattere se stessa come fa da secoli e Lepanto le è distante più nei principi, che nel tempo. Non a caso si fa guerra – pur economica – con la Russia, e si fatica ad arginare chi ti fa la guerra sul serio, con le armi, uccidendo inermi, con il terrorismo, con la sfacciataggine di chi ritiene i tuoi simboli e le tue idee inaccettabili, a partire da un crocifisso, peraltro adorato anche da noi a giorni alterni. Ma il terrorismo non ha paura di affermare il suo odio religioso e razziale. E trova alleati nelle ataviche divisioni continentali. Ancora una volta veniamo usati e nel momento in cui vogliamo usare gli altri, il prezzo che paghiamo in vite umane ed è troppo alto. Anche se una parte – qualsiasi essa sia - ne riceve qualcosa in cambio.
Ora siamo tutti francesi? Loro saranno spietati? Saremo in grado di esserlo anche noi, di essere europei più dei nazionalisti che cantano la Marsigliese uscendo dallo stadio? Vogliamo fare l’Europa politica? Smettiamola di farci una guerra vecchia. IS ci ha dichiarato una guerra nuova, che non possiamo esimerci dal combattere. È diversa dalla rassicurante guerra vecchia, lo so. È un salto nel buio, ma quale guerra non lo è. Eppure occorre reagire. Difendere la nostra cultura, la nostra società, magari per metterle a disposizione domani o già oggi di chi le vorrà rispettare, anche se diverso per origine.
Insomma bisogna agire, rendere sicure le nostre strade, perché la guerra dei terroristi si fa lì, non sulle montagne del Carso. Possibile che non si sentono colpevoli, neppure per un secondo, coloro che hanno propagandato le buone idee della fratellanza a chi non le voleva sentire? E ha solo finito per abbassare la guardia, esponendo a rischi sempre più gravi le nostre popolazioni.
Un pezzo di queste cose da fare, fin da ieri, tocca anche a noi. Non facciamoci trangugiare nella poltiglia del pensiero unico, dell’unità politica del Paese richiamata solo per effetto del pianto: possiamo trovare un momento d’unione, ma per agire contro il terrorismo, non per perpetrare gli errori fin qui condotti.

 

Piercarlo Fabbio

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria