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Venerdì 18 agosto 2017

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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05/11/2015

ATM: bravi se dimissionari!

Ultimo tentativo del duo Cermelli-Bressan? Un piano strategico che dà colpe a destra e a sinistra, ma non risolve alcun problema. E il Comune dovrebbe votarlo contro se stesso...

   

ATM: bravi se dimissionari!

Hanno fatto benissimo a dimettersi i vertici di ATM finora incapaci di dare con la loro azione una sterzata alla drammatica condizione dell’azienda. In pratica lo avevano anticipato alla Commissione Bilancio del Comune, qualche tempo fa, simbolicamente allargando le braccia e deponendo le armi. Onesti, da questo punto di vista, anche se forse un poco opportunisti a guardar meglio. Ora è giunta la conferma a mezzo stampa, che ha sempre, in questa fase avuto corvi in azienda.
Nel frattempo i Cermelli-Bressan (il secondo facente parte dei Bressan brothers specializzati nella gestione di aziende pubbliche del Comune di Alessandria) hanno proposto un ulteriore piano strategico 2016-2018 elaborato il 16 ottobre, che di fatto sostituisce quello preparato nel 2013, a sua volta miseramente fallito.
Cerco di evitare ai lettori la illustrazione di un piano che in realtà fornisce ben poche soluzioni, ma, in compenso, si espande largamente nella lamentazione verso il Comune (almeno a partire dalla Giunta Calvo, rea di aver pensato il parking di via Parma e della Scagni che ha finito di costruirlo e lo ha inaugurato accentuando i costi), la Provincia, la Regione, il destino cinico e baro, la castrante monoproduzione aziendale (ma i parcheggi che sono? Trasporto?), fino a prendersela con i precedenti amministratori, anche loro colpevoli di aver preso decisioni sul piano finanziario che oggi penalizzano ancor più l’ATM.
Bravissimi, come dicevo, soprattutto a caricare su altri colpe che non hanno. Vi faccio solo un esempio: nel 2012 ATM poteva contare su entrate da Regione e Comune per 10,6 milioni di euro. Nel 2015, la cifra scende decisamente a 5,8 milioni. Ora la domanda è: chi poteva fidare su un’entrata praticamente doppia, poteva anche assumersi impegni finanziari che oggi appaiono irraggiungibili, ma non incomprensibili. E molte altre questioni sono raccolte in una deficitaria lettura dei contesti, molte colpe date a vanvera, per manierismo, per posizione politica. Ma quello che servirebbe è come risolvere i problemi: del resto non si viene nominati per questo?
Quindi, invece che ascoltare lamentele, avremmo preferito leggere soluzioni e non le solite amare medicine del licenziamento di 35 persone, della riduzione dei servizi e delle linee e del decremento dei tributi dovuti al Comune per le zone blu. Peraltro il Comune impone livelli di contributi e di tributi che l’azienda mostra di non poter sopportare. E il Municipio, cioè la Rossa, proprietario del 94% di ATM, dovrà approvare detto piano nella prossima assemblea dei soci? Una relazione che prende a male parole se stesso, socio di maggioranza? Ma che teatrino è?
I due hanno fatto benissimo a dimettersi. Lo confermo.

 

Piercarlo Fabbio

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria