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Lunedì 18 dicembre 2017

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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07/09/2015

LMCA: carneficina a San Salvatore

Le ispezioni fillosseriche portano ad una reazione che viene soffocata nel sangue. Morti, feriti e decine di condannati... Via Guasco e i grandi della famiglia

   

LMCA: carneficina a San Salvatore

“Buona festa della Repubblica a tutti” è il saluto con cui Piercarlo Fabbio apre la puntata del 2 giugno de ‘La Mia Cara Alessandria’, in onda sulle frequenze di Radio Bbsi e disponibile nelle sezioni podcast sui siti www.fabbio.it e www.ritrattidall’alba.it.
Si torna però ancora più indietro dal giorno in cui il referendum di 69 anni fa decise la forma di Governo del nostro Paese. Siamo ai tempi della monarchia costituzionale, vige lo Statuto Albertino, il sistema è gia bicamerale, le donne non possono esprimere le loro scelte e gli uomini votano per censo, ma solo per la Camera; il Senato è nominato dal Re.
San Salvatore, 1898: la protesta dei proprietari terrieri contro le esplorazioni antifillosseriche ordinate dal prefetto si allarga sempre di più. La puntata precedente si era conclusa mentre il sindaco Bobba, cercando di evitare scontri, risponde al telegramma del prefetto. Ha pubblicato il manifesto promesso e con una pubblica assemblea ha informato pacatamente i proprietari e i contadini che le esplorazioni ci saranno ma non avranno conseguenze nefaste e, soprattutto, gli eventuali indennizzi verranno pagati fino all’ultima lira. Ma nessuno si fida delle rassicurazioni e il sindaco non può che prendere tempo di fronte alle insistenze del prefetto.

Neppure il mondo politico di San Salvatore è compatto: per alcuni, nel caso non si fossero condotte le esplorazioni, l’autorità ne avrebbe avuto un danno notevole. Bobba non può fare altro che comunicare al prefetto di non potere garantire il mantenimento dell’ordine in caso di arrivo degli esploratori. Il prefetto rompe gli indugi e scrive: “Sono spiacente per mancata riuscita suoi uffici. Ora non mi restano che doveri da compiere e li compirò. Voglia avvertire principali oppositori che domani cominceranno esplorazioni con intervento forza pubblica e ordine denunciare oppositori autorità giudiziaria et arrestarli ove occorra”. Mano pesante, quindi, senza alcuna remissione! Anche se poi il prefetto lascia passare ancora qualche giorno prima di muoversi e con lettera dispone le esplorazioni per il 24 ottobre, aggiungendo: “E’ a mia conoscenza che alcuni proprietari o ingannati o sobillati temendo che l’esplorazioni arrechino ad essi un danno, manifestarono il proposito di opporsi… Io ho fede nel buon senso di codesti proprietari: comunque ho disposto che un delegato di P.S. e numerosi carabinieri assistano i delegati fillosserici ed ho dato ordine che sia rimessa ogni eventuale opposizione, anche con arresti degli oppositori”.

L’ultimatum era stato dato, la voce del sindaco quasi per assurdo non era stata ascoltata, cosìcche il 24 e il 25 succedono i fatti che il cavalier Bobba aveva temuto. In piazza Vittorio Emanuele (ora Carmagnola) il 25 ottobre si erano radunati i contadini e i proprietari che si opponevano alle visite delle squadre antifilloseriche e lì erano arrivati anche i carabinieri. Secondo don Picotti, rettore della parrocchia di San Siro, i rivoltosi non erano convinti per nulla che l’ordine delle esplorazioni venisse dallo Stato. Si pensava piuttosto a un doppio gioco del sindaco. Don Provera era invece convintissimo del fatto che nessuno avesse organizzato quell’evento e che fosse nato spontaneamente, quasi si trattasse di una ragazzata. Improvvisamente gli spari verso i carabinieri che si erano messi in moto per disperdere la folla. Il primo colpo ferisce il colonello Carmagnola che si stava prodigando per calmare gli animi.

La forza pubblica spara ad altezza uomo: sei contadini cadono colpiti a morte, una quarantina rimane ferita. E’ una carneficina, un bagno di sangue; circa 50 persone sono arrestate. I fuggitivi sono inseguiti nelle vie intorno alla piazza. Un militare raggiunge Luigi Mossi e, sparandogli a bruciapelo, gli urla: “Toh, ne ho ancora una per te!” Nella confusione, antiche ruggini da paese trovano il loro epilogo. Giovanni Cabria pare venga ucciso dal capo guardia Bielli (il sindaco aveva messo a disposizione 6 uomini) che gliela aveva giurata per un fatto precedente.

L’esecrazione per gli episodi sanguinosi di San Salvatore è alta anche nel mondo politico, specie in quello socialista e dei parlamentari locali. Le articolesse e le interpellanze si pubblicano e si inoltrano senza scalfire granché il percorso della giustizia. Una ventina di fermati viene subito interrogata e liberata. L’arresto più illustre è quello del notaio cavalier Giovanni Tizzani, consigliere comunale, una delle persone più ricche del paese, vice pretore, conciliatore, conservatore accanito. Verrà portato in Alessandria con i ceppi ai polsi. A dicembre il processo si svolse abbastanza velocemente. Tra gli avvocati difensori si distinse il giovane Nebiolo, seguito da Buzzi Langhi. Ma gli sforzi della difesa a poco servirono perché quasi tutti gli arrestati vennero condannati. La massima pena inflitta fu di 2 mesi e 15 giorni, la minore di 20 giorni. Sette vennero assolti. Al termine del processo sindaco e giunta rassegnarono le dimissioni. Con loro alcuni consiglieri tra cui l’avvocato Tarchetti. Altri, anche in allora, le rifiutarono.

La rubrica ‘Reclame d’annata’ propone ‘Tricofilina’ e ‘Vitavigor’, tratte dalla penultima di copertina di ‘Noi e il Mondo’ pubblicato a Roma il primo maggio 1918. ‘Stra per stra’ conduce nel quartiere Galimberti in via Oberto - o Uberto - De Foro che si dirama da via Croce per terminare con una rotonda di inversione. Vissuto intorno al 1100 (la data di nascita è incerta), è un vassallo del Marchese del Monferrato - probabilmente l’unico - che, abitando nella campagna alessandrina, partecipa alla fondazione della città sottraendosi agli obblighi feudali che l’avrebbero invece costretto a non allearsi con gli alessandrini. Oltre a ciò partecipa, il 3 maggio 1168, come console all’Assemblea della Lega Lombarda a Lodi. Lo accompagnano Rodolfo Nebbia e Aleramo da Marengo. E’ simbolicamente la data di nascita della città, il Natale di Alessandria. Nel 1177 è nuovamente tra coloro che rappresentano Alessandria, in quanto giura la pace fra il papa Alessandro III e Federico Barbarossa. Nel 1202 è ancora tra i probiviri, ‘consiliarius’ della città e l’anno seguente ne è console.

‘L’almanacco del giorno prima, fatti successi tanti, tanti anni fa in Alessandria’ ricorda san Guido di Melazzo, patrono di Acqui. La playlist musicale della settimana, realizzata in collaborazione con Roberto Cristiano, propone ‘Un insolito pianobar’ tra Ray Charles, Nina Simone, Nat ‘King’ Cole, Ella Fitzgerald & Louis Armstrong, Frank Sinatra, Take Five, Louis Prima.

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria