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Lunedì 18 dicembre 2017

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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06/01/2016

LMCA: la fortezza romana di Borgoglio

Tra il castrum, Forum Fulvii (Villa del Foro), l'importanza del Tanaro e i suoi due (?) ponti. Ecco come duemila anni fa si stava dalle parti di Alessandria

   

LMCA: la fortezza romana di Borgoglio

Nella puntata di martedì 15 settembre de 'La Mia Cara Alessandria', in onda sulle frequenze di Radio Bbsi e disponibile nella sezione podcast dei siti www.fabbio.it e www.raccontidellalba.it, Piercarlo Fabbio riprende il racconto del viaggio alla scoperta delle due Alessandrie.

È l’alba, ormai già ferve l’attività. Il primo chiarore del sole consente di comprendere che effettivamente mi trovo nei pressi di un 'castrum' e la 'caupona' dove ho vagamente e scomodamente dormito è proprio costruita vicino alla fortificazione che appare quadrilatera e solcata da due vie principali, il cardo e il decumano. La prova che cercavo, dunque, sarebbe davanti ai miei occhi e quindi non devo protrarre oltre il mio tempo in un tempo non mio. Basterà solo fare un poco di riassunto...

A cavallo del tempo di Cristo, quindi, in mancanza della città che arriverà fra oltre mille anni, la zona non è così deserta come potevamo pensare. I passaggi sul Tanaro, chiamiamoli ponti, sono addirittura due e uno, almeno, è sulla Bormida, e consente alla via Fulvia di toccare la torre d’avvistamento di Rovereto e la sua corte per poi raggiungere Valentinum o Forum Fulvii. Lì c’è un altro passaggio sul fiume che consente di raggiungere Solero e viaggiare verso Augusta Taurinorum attraverso Hasta. O almeno possiamo pensarlo dal punto in cui ci troviamo e vista l’importanza di Forum Fulvii. Quello che andavamo cercando, cioè una prima traccia di Borgoglio a ridosso del passaggio sul Tanaro che conosciamo, in realtà non è più che un accampamento, alimentato dai militari che vivono protetti nel Castrum Burguliae a cui siamo riusciti ad arrivare. E per un po’ di secoli, questa sarà la situazione.

O simile a questa, perché in questa plaga – come era solito chiamarla il dotto amico Luciano Bevilacqua – i fiumi non rispondono alle regole che gli uomini impartiscono loro.

L’Orba a carattere fortemente torrentizio, tale da condizionare anche la Bormida che già di suo ha sempre avuto l’animo del torrente. Addirittura Tanaro che, ormai a fondo valle, è ancora tanto impetuoso da farsi conoscere come "Tuono": "Il nome Tanaro può essere associato al teonimo gallico pre-romano "Taranus" e al britannico "Tanaro" (temporale, tuono, dio del temporale)" (da Wikipedia).

A proposito di nomi, perché il nome di Borgoglio? Da cosa deriva? Ne fa una interessante sintesi Gianfranco Calorio nel suo monumentale studio su Bergoglio, che peraltro non è ancora dichiaratamente finito. Diamo a lui voce: "Svariate sono le ipotesi circa la derivazione del nome (Borgoglio, Bergolio, Burgulium, ecc.). Il Ghilini, nel Trattato delle terre (come l’A-Valle), lo considera una corruzione di "borgo", dal basso latino (Borgolia = ‘piccolo borgo’); il Gasparolo, considerando la pesca come funzione primaria per gli antichi abitanti del posto, un ‘luogo di barcaioli’ (Bargalium, dal medioevale barga); il Bottazzi e il Muratori presumono derivi da Brolium = ‘bosco – villa amena’, nel medioevo (di cui Bergolium sarebbe una corruzione); De Giorgi e Santagostino dal tedesco Berg = ‘monte, collina’ (vedi Bergul); altri, ancora, dal tedesco Burg = ‘castello-fortezza’ (Burgulium)". (Calorio Gianfranco, Bergolium, Castelnuovo Scrivia, 2000, pag. 22).

Ma prima che Bergolio diventi una delle due Alessandrie, cosa avviene in questi mille anni che ci portano alla fondazione del 1168? Qui gli storici brancolano nel buio o quasi. Le ipotesi prevalgono sulle certezze. Parrebbe che lo spostamento del castrum Burguliae sia avvenuto progressivamente. Intanto i romani non ci sono più. Al loro ordinamento si sostituisce quello feudale, eppure la forma e la trama viaria interna a Borgoglio è assai più vicina a quella del Castrum piuttosto che a quella della città medioevale. Le mura a forma quadrilatera, le vie racchiuse che ricordano le rettilineature dei cardi e dei decumani. Insomma sembra quasi che, mattone dopo mattone, pezzo dopo pezzo, la vecchia fortificazione sia stata dismessa per dar vita alla nuova, magari dopo aver bonificato la zona e scelto un luogo ove il Tanaro è meno bizzoso o si riesce di più a controllare, pur non riuscendo ad evitare le frequenti inondazioni.

In più se lì si attraversa il fiume, si possono imporre dazi, gabelle per il passaggio, fare affari, scambiare merci, anche alla luce del fatto che la potenza di Forum Fulvii è andata molto limitandosi, fino a scomparire quasi definitivamente. Le invasioni barbariche, il tentativo dei romani di tenere insieme, ma invano, l’impero, il progressivo spopolamento, le esondazioni del Tanaro che non risparmiano centri come Valentinum posti sulle sue rive, sono tutte cause che lo storico Gianni Cellè riassume con puntualità: intorno al 600 "i mirabili risultati della colonizzazione romana erano ormai definitivamente scomparsi; Forum Fulvii trasformata in foresta divenne riserva di caccia per i nuovi conquistatori e luogo di solitudine ed isolamento per l’eremita Baudolino" (Cellè G., op. cit.).

Questo quadro di sfacelo ci fa ritornare a quella frase del Ghilini con la quale abbiamo aperto la puntata scorsa. Ma se la macchina del tempo consente di giungere almeno in periodo Carolingio tra il 700 e l’800 d.c. qui qualche segno lo riusciamo a trovare. Infatti vediamo che nella città fortificata in sponda sinistra del Tanaro, il clero ambrosiano non è certamente sconosciuto. Anzi pare che proprio qui inizi quella tradizione che poi vedrà Alessandria protetta da Galdino, religioso milanese che propugna la necessità che la nuova città da poco fondata abbia una sua diocesi e un suo Vescovo. Intanto si sa che nel 1071 in Borgoglio muore e viene sepolto l’arcivescovo di Milano Guido Bianco da Velate, mentre la fortezza ha già importanti Chiese, dedicate ad altrettanto importanti Santi come San Pietro, San Giovanni, Santo Stefano. E che ci sia un certo via vai di forestieri è documentato dal fatto che sono molteplici le strutture ricettive (foresterie, locande, mescite, poste, stallaggi e altro).

Del resto quando le lungaggini dei controlli si infittiscono e il Tanaro non si può passare, i proprietari di questi locali – non molto diversi per ora da quelli romani e con la stessa pessima fama – fanno buonissimi affari. E, più dura nel tempo la piena, più i danari corrono. E magari qualche pesce in precarie zuppe di cereali finisce per saltarci, pur smembrato e ribollito. Tanto i pescatori sono più densi dei pesci. Anche così, dunque, il fiume è una ricchezza. Ma è di nuovo ora di andare a dormire, ancora una volta fuori dal mio tempo almeno per una notte. Ci si rivedrà domani. Speriamo di prendere sonno, vicino a questi avventori a cui i fumi del vino hanno fatto perdere la sobrietà e non solo quella.

La rubrica 'Reclame d’annata… però' propone da 'Noi e il Mondo', anno III, n. 1, Gennaio 1913 'Iperbiotina Malesci' e 'Agatogen'.

I 'Proverbi' aprono con "A Santa Crus (quatordes ad setember), sapata la nus", cioè "nel giorno di Santa Croce puoi battere il noce", perché i suoi frutti saranno maturi. C'è anche spazio per una notazione riguardante il movimento della Terra e lo scorrere delle giornate: "A setember e a febrar, el dì e la noc i son longh ugual" ("A settembre e a febbraio notte e giorno sono lunghi uguali), anche se in realtà questo succede esattamente il 23 settembre, equinozio d’autunno e il 20 marzo, equinozio di primavera, ma i nostri proverbi alcune volte sono più antichi dei calendari che li ospitano. Il 15 settembre è ancora una volta giorno dedicato alla Madonna, dopo che l’8 si celebrava la sua natività, una settimana dopo si ricorda il suo dolore: Beata Vergine Maria Addolorata.

E dato che le piante fanno parte di quel mondo un poco magico della natura, ma che si interseca con la sovrapposizione della tradizione cristiana, ecco la leggenda dei fiori di rosmarino. Una pianta arbustiva che è da sempre associata a tradizione a mezzo tra la religione e la magia. È un’erba medicinale che è di buon auspicio piantare vicino al cancello o alla porta di casa "per scacciare le streghe" e "per distogliere l'attenzione del diavolo". Ma la leggenda che la riguarda è particolare. I fiori di rosmarino – che significa "rugiada di mare" – un tempo erano bianchi. Nascevano poco dopo Natale e così vivevano da tempo immemorabile. Ma un giorno, la Madonna, in cammino verso l’Egitto e stanca, si fermò a dormire presso un arbusto di rosmarino. Distese il suo mantello e si assopì. Quando si alzò, riposata, ritirò il mantello e immediatamente, in suo onore, i fiori di rosmarino divennero blu-violetto e così rimasero per ricordare la Madre di Gesù. E di questo colore sono giunti fino a noi.

Gli studenti dell'antica Grecia erano soliti intrecciarsi qualche rametto di Rosmarino nei capelli quando si preparavano per gli esami. Infatti questa pianta fa bene ai capelli e uno shampoo a base di rosmarino dona lucentezza alle capigliature. Un leggero infuso di questa pianta fa bene per il mal di testa e come bevanda calmante.

'L’almanacco del giorno prima, fatti successi tanti, tanti anni fa in Alessandria' ricorda che oggi la Chiesa celebra san Nicomede, prete e martire.

La playlist musicale della settimana ci porta nell’epoca di 'The Voice'. Dal 1940 al 1950. Decennio che abbiamo indagato in Italia con i suoi generi tra il melodico, lo swing autoctono e quello trascinante di importazione post bellica. Con Alessandro Cagnoli spaziamo su un orizzonte più vasto e obbligatoriamente ci scontriamo con un re indiscusso: The Voice, Frank Sinatra, ovvero Ol' Blue Eyes, Frankie, Swoonatra, tutti nomignoli affibbiatigli da giornalisti e ammiratrici che letteralmente svenivano per lui. Il periodo segna l'inarrestabile crescita del fenomeno Sinatra, ma mostra anche altri interpreti che cercano di ritagliarsi spazi di popolarità almeno nelle loro patrie, stante il fatto che il Pianeta è ormai in mano a Frank. Cercheremo in questa playlist di alternare voci diverse con quella di Sinatra, ben sapendo che la comparazione è poco praticabile, ma forse è un modo per cogliere le differenze: 'Can someone help identify' da un 78 giri del 1950, 'All of me' Sinatra, 'Dream a little dream for me' Jack Owens, 'Angel eyes' Sinatra, 'Take your shoes off' Gene Austin, 'On the sunny side of the street' Dizzie Gillespie, 'I don't want to walk without you' Helen Forest & Harry James Orch., 'Wrap your troubles in dreams' Sinatra, 'Les quatre de Paris' Sleigh Ride Tobogàn.

 

La immagine del servizio nella ricostruzione di G. Calorio, l'area ove probabilmente sorgeva il primo Castrum di Borgoglio

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria