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Venerdì 9 gennaio 2026

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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08/01/2026

Dalla radio alla stampa

Storie, memorie e racconti da «La mia cara Alessandria». Dalle puntate radio di BBSI le storie si trasformano in racconto scritto. L’Archivio di Stato di Alessandria.

   

Dalla radio alla stampa

Il protagonista è l

Il protagonista è l’Archivio di Stato di Alessandria, che nel 2025 ha celebrato 85 anni di attività, ripercorrendo la propria storia attraverso una mostra documentaria e un video dedicato al periodo 1940-oggi. Un’occasione per raccontare non solo un’istituzione, ma un vero organismo vivente della città.

 

A cosa serve davvero un Archivio di Stato

L’Archivio non è soltanto un luogo che custodisce “carte antiche”. È uno spazio in cui prende forma la storia secolare di Alessandria e del suo territorio, spesso intrecciata con quella di Cuneo, Vercelli, Asti, Savona, Torino e dell’intero Monferrato, a causa delle continue mutazioni amministrative nei secoli.
Qui la memoria non è statica: è consultata, studiata, interpretata, restituita alla comunità.

 

Le sedi: una storia nella storia

Fondato ufficialmente il 5 dicembre 1940, l’Archivio trovò la sua prima prestigiosa collocazione nel Palazzo Guasco, poi Trotti Bentivoglio, edificio ricco di arredi, soffitti decorati e quadrerie. Una sede simbolica, che però la guerra avrebbe tragicamente colpito.

Nel bombardamento del 30 aprile 1944, una bomba colpì in modo quasi chirurgico proprio il palazzo, distruggendo parte dell’ala affacciata su via Vescovado. Non fu soltanto un danno architettonico: fu un attacco diretto alla memoria cittadina.

 

Salvare la storia sotto le bombe

In quelle ore drammatiche emerse una figura esemplare: Pier Ciriaco Astori, poco più che ventenne.
Con l’aiuto di cinque soldati, un carretto e un asino, riuscì a trasferire libri, quadri e materiali preziosi prima nei magazzini di famiglia e poi nella Biblioteca Civica. Un gesto semplice e insieme eroico: salvare la storia mentre la città bruciava.

È uno di quei momenti in cui il senso profondo della tutela culturale diventa chiaro: non arrendersi, nemmeno in guerra, all’idea che vi siano emergenze “più importanti” della memoria.

 

Ricostruire, spostarsi, resistere

Dopo il conflitto, l’Archivio conobbe diverse sedi:
– via Parma (uffici giudiziari),
– via Marsala angolo via Montello,
– infine via Giorgio Solero, nell’edificio di archeologia industriale con fregi liberty, sopravvissuto anche alla minaccia dell’Alluvione del 1994.

Ogni spostamento non fu solo logistico, ma il segno di una città che cambiava e di un’istituzione che continuava a resistere.

 

Oggi e domani

Dal 2016 l’Archivio dispone anche di nuovi spazi nell’ex caserma Valfrè, affacciati su spalto Gamondio, oggi in fase avanzata di riqualificazione.
Un nuovo capitolo si apre, senza cancellare quelli precedenti.

Tra le sue carte vivono il Catasto sabaudo, le filze notarili dal XIII al XVIII secolo, gli archivi di Prefettura, Questura, enti assistenziali, industria e l’Archivio storico comunale.
Un patrimonio che non appartiene solo agli studiosi, ma a tutti i cittadini.

 

Una storia che continua

Quella dell’Archivio di Stato di Alessandria non è una storia conclusa. È un racconto in divenire, intrecciato alla vita quotidiana della città.
E, come spesso accade a La mia cara Alessandria, tornerà presto: perché certe storie chiedono tempo, ascolto e più di una puntata.

Piercarlo Fabbio

 

Questo articolo inaugura la rubrica «Dalla radio alla stampa», che raccoglie e rielabora racconti nati dalle puntate de «La mia cara Alessandria», trasmesse da Radio BBSI Alessandria (da LMCA 698)

 

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria