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Sabato 14 marzo 2026

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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14/03/2026

Referendum sulla giustizia. Ragioniamoci sopra senza urlare perché pensare non è vietato.

Una riflessione di Emiliana Conti. Il referendumn non è una guerra...

   

Referendum sulla giustizia. Ragioniamoci sopra senza urlare perché pensare non è vietato.

Non mi addentrerò in tecnicismi

Non mi addentrerò in tecnicismi: da un lato i sostenitori del SI pensano che la riforma costituisca l’attuazione di un principio garantista (Se il Pubblico Ministero è una parte, come il difensore, ed il giudice invece è un “terzo”, anche le carriere devono essere separate), dall’altro lato i sostenitori del NO temono soprattutto che l’indipendenza del giudice e del PM siano in pericolo.

Sono lontana anni luce dalla radicalizzazione dei toni che in questo periodo storico in generale ed in questo contesto in particolare, si elevano con un effetto di imbarbarimento imbarazzante.

Secondo me occorre che tutti quanti si faccia uno sforzo: mettere da parte simpatie o antipatie di partito e chiedersi quale sistema produrrà gli effetti più desiderati in democrazia.

Accodarsi alle tribù degli urlatori sacrificando la verità non ritengo sia la soluzione; accentrerei invece la discussione su altro: onestà intellettuale o propaganda? E’ evidente che se si mette in piedi una procedura in cui si tratta di stare uno contro l’altro, la cosa giusta non è dalla parte di chi urla più forte, ma occorre gestire il dibattito politico con responsabilità e coerenza.

Non esiste una legge perfetta, ma certamente esistono compromessi tra valori diversi e occorre chiedersi: cosa si vuole risolvere? Il Referendum lo risolverà?

Ecco questa è la chiave dell’onestà intellettuale: non giudicare in base ad ideologie politiche, ma in base al rischio istituzionale che riteniamo più grave. E la scelta più corretta è quella coerente con il principio che riteniamo prioritario. Controllo del potere della Magistratura o tutela della loro indipendenza, purché si riconosca apertamente il costo democratico dell’altra opzione.

Quando si approva una norma di questa portata non si deve guardare solo a quello che è scritto, ma si deve immaginare che cosa può valere ciò che è scritto nell’ambito concreto della convivenza politica, culturale e sociale in cui la norma viene calata tralasciando giudizi morali.

Il Referendum sulla giustizia non è una guerra o una battaglia ideologica come ha osservato il Ministro Guido Crosetto, non è uno scontro tra Magistratura e Governo, ma tende a garantire la giustizia e l’imparzialità dei giudici salvaguardando la loro indipendenza ed autonomia ed intervenendo sulla loro organizzazione interna. STOP.

Questo Referendum non è un processo alla Magistratura ma ci viene chiesto di esprimere un voto su un tema specifico della legge Nordio, ed è saggio evitare una rottura istituzionale tra potere esecutivo e giudiziario.

Comunque la si pensi è da auspicare che vi sia un’alta partecipazione al voto referendario; è sempre bene che siano i cittadini, alla fine, a decidere.

Io voterò per il Si ed auspico che il Prof. Piergiorgio Lucifredi, ovunque si trovi ora, non abbia a rimpiangere di avermi laureata.

Ad maiora!

 

Emiliana Conti

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria