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10/03/2026

Lina Borgo Guenna, educare alla libertà tra scuola, socialismo e impegno civile

Da Alessandria24 - LMCA 712 - Dalla Radio alla stampa - Una donna laica al servizio dei più piccoli

   

Lina Borgo Guenna, educare alla libertà tra scuola, socialismo e impegno civile

da Alessandria24

da Alessandria24: https://www.alessandria24.com/2026/03/09/lina-borgo-guenna-educare-alla-liberta-tra-scuola-socialismo-e-impegno-civile/

 

Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento Alessandria vive una stagione di profonde trasformazioni sociali. La città sta attraversando il passaggio dall’economia agricola a quella industriale, nascono i primi movimenti operai organizzati, si affermano nuove correnti politiche e cresce l’attenzione verso l’istruzione popolare.

È in questo clima che anche le donne iniziano lentamente ad uscire dal perimetro domestico che per secoli ne aveva definito il ruolo. L’accesso alla scuola e all’insegnamento diventa uno dei primi spazi di emancipazione femminile. Le maestre non sono soltanto trasmettitrici di conoscenze, ma protagoniste di un nuovo processo culturale e sociale.

Tra queste figure emerge con particolare forza quella di Carmelina Borgo Guenna, detta Lina.

 

Una giovane educatrice tra Novi e Alessandria

Lina Borgo Guenna nasce a Novi Ligure nel 1869 e morirà ad Asti nel 1932, ma una parte decisiva della sua vita e della sua attività si svolge ad Alessandria.

Si forma presso la scuola superiore magistrale del capoluogo, dove conclude gli studi con il massimo dei voti conseguendo la patente per l’insegnamento. Fin da giovane mostra un’idea molto chiara della funzione della scuola: non semplice trasmissione di nozioni, ma formazione della persona.

Nel 1892 è direttrice dell’asilo Garibaldi di Novi Ligure. In questi anni entra in contatto con l’ambiente socialista e con un mondo politico che vede nell’istruzione uno strumento di emancipazione delle classi popolari.

Nel 1895 si sposa civilmente ad Alessandria con Enrico Borgo, ragioniere dell’Ospedale civile e fondatore del periodico socialista Il Fuoco. Dal matrimonio nasceranno nove figli, dei quali sei sopravvivranno.

Lina riesce a tenere insieme ruoli che per una donna dell’epoca risultano straordinari: madre di famiglia numerosa, direttrice scolastica, giornalista e militante civile.

 

Giornalismo e impegno socialista

Nel 1900 nasce ad Alessandria il periodico socialista Il Fuoco, di cui Lina diventa caporedattrice. Il giornale avrà vita breve, ma rappresenta una voce significativa del socialismo locale.

Tra le firme del giornale compare lo pseudonimo “Fiamma”, che molti studiosi attribuiscono proprio a Lina Borgo Guenna. In quegli articoli vengono affrontati temi avanzati per l’epoca, in particolare l’emancipazione femminile.

Scriveva:

“Lo strano aforisma che una scelta istruzione toglie alla donna le grazie del suo sesso è ormai riconosciuto come pregiudizio di mente volgare (…) ecco perché la donna dovrebbe avere sempre un’istruzione simile all’uomo, ecco perché le spettano gli stessi diritti di fronte alla società che vorrebbe tenerla soggiogata e schiava”.

Il cuore del suo pensiero è chiaro: parità dei diritti e istruzione sono due realtà inseparabili. Senza istruzione la parità resta un principio astratto.

 

L’ambiente politico e culturale alessandrino

In quegli anni Alessandria è uno dei centri più vivaci del socialismo italiano. Nel 1899 la città elegge Paolo Sacco, primo sindaco socialista di un capoluogo italiano.

Il programma amministrativo delle forze popolari comprende misure che anticipano molti temi del Novecento: abolizione del dazio sul consumo, municipalizzazione dei tram e dell’illuminazione pubblica, riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti comunali, estensione dei servizi sociali e scolastici.

In questo contesto Lina Borgo Guenna svolge un ruolo attivo anche nella vita culturale cittadina. Collabora con il periodico socialista L’Idea Nuova, partecipa al dibattito sull’emancipazione femminile e prende parte alle attività dell’Università Popolare di Alessandria, fondata nel 1901 per diffondere istruzione tra le classi popolari.

Le lezioni si tengono la sera e sono frequentate da operai e lavoratori. Già nel secondo anno di attività oltre centoventi operai analfabeti risultano iscritti ai corsi.

 

Educazione laica e riforma delle opere pie

Nel 1905 Lina viene nominata direttrice dell’orfanotrofio femminile di Santa Marta, in un momento di forte tensione politica tra cattolici e laici.

L’amministrazione comunale socialista avvia la laicizzazione delle opere pie, sostituendo il personale religioso con personale laico assunto tramite concorso. Il provvedimento provoca proteste e interventi della Prefettura, ma alla fine entrerà in vigore.

Secondo molti studiosi, proprio Lina Borgo Guenna avrebbe scritto le nuove preghiere laiche introdotte nell’orfanotrofio, nelle quali le giovani ospiti promettevano di essere buone, amare lo studio e il lavoro in memoria dei genitori perduti.

Nella sua relazione del 5 dicembre 1906, con cui lascia l’incarico, Lina scrive:

Ritengo che le grandi economie amministrative non siano che le risultanti di economie minuscole alle quali tutti doverosamente devono concorrere”.

Il suo progetto educativo comprende ginnastica razionale, passeggiate istruttive, lettura di buoni libri e partecipazione ai corsi dell’Università popolare.

 

Una pedagogia moderna

Il riferimento pedagogico di Lina è il pensiero di Friedrich Fröbel, fondatore del “giardino d’infanzia”.

Secondo questa visione il bambino non è un recipiente da riempire di nozioni, ma una persona attiva, guidata da forze interiori che l’educazione deve aiutare a sviluppare.

Lina riassume questo principio con una formula semplice: imparare giocando.

Una concezione educativa sorprendentemente moderna per il tempo.

 

La prova della vita

La vita privata della Borgo Guenna è segnata anche da prove dolorose. Dei nove figli partoriti, tre muoiono in tenera età.

Nel 1910 muore improvvisamente anche il marito Enrico Borgo, lasciando Lina incinta dell’ultima figlia. La situazione familiare diventa difficilissima.

Nel 1911 Lina accetta allora una proposta proveniente dagli operai della vetreria e della Way Assauto di Asti, che le chiedono di dirigere un asilo d’infanzia per i figli dei lavoratori.

L’intera famiglia si trasferisce ad Asti, dove la sua attività educativa proseguirà per molti anni.

 

Una figura da riscoprire

La storia di Lina Borgo Guenna mostra come, già tra Ottocento e Novecento, alcune donne abbiano saputo trasformare la scuola in uno spazio di libertà e di emancipazione.

Educatrice, giornalista, organizzatrice culturale, madre di famiglia numerosa, Lina rappresenta una delle figure più interessanti del riformismo pedagogico e sociale dell’Alessandria di inizio secolo.

Una presenza che merita di essere ricordata non solo per ciò che fece, ma per l’idea di scuola che seppe incarnare: una scuola capace di formare persone libere.

Piercarlo Fabbio

 

 

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria