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Domenica 8 dicembre 2019

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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12/03/2005

Il senso del Territorio

Sicurezza, ambiente, argini allo spopolamento della montagna, ripristino dei beni monumentali danneggiati dal terremoto. Ecco come la Giunta Ghigo intende operare nel prossimo quinquennio.

   

Il senso del Territorio

Realizzare lo sviluppo tutelando l’ambiente

 

• Rispettare e difendere l’ambiente non deve equivalere a frenare lo sviluppo. Questa consapevolezza ha guidato il Governo regionale nel varo di politiche specifiche ed innovative dal punto di vista culturale e degli strumenti necessari per integrare processi di sviluppo socio-economico e di conservazione dei valori ambientali e della tradizione.

• La politica delle Aree protette (64 aree di cui 6 sono Sacri Monti, che costituiscono una unità storica e paesaggistica inserita nel 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO) e quella perseguita dagli Ecomusei – di cui dal 1995 ne sono stati istituiti 17 – sono realtà in cui tale sintesi è diventata metodo di lavoro e quindi occasione di rinascita delle realtà locali.

• Lo sviluppo del Progetto “Corona Verde” ha avviato un processo sistematico di riqualificazione dell’area metropolitana torinese fondato sulla integrazione ed il coordinamento delle iniziative delle singole amministrazioni.

• Il progetto per il censimento ed il recupero dei giardini storici di interesse botanico, attualmente in fase di avanzata realizzazione, sta progressivamente facendo emergere un complesso e ricco sistema territoriale e culturale con possibilità di sviluppo di una promettente rete di fruizione, nonché di occupazione e di qualificazione dei mestieri e delle produzioni ad essi connessi.

• Allo stesso tempo il Governo regionale ha sempre ritenuto fondamentale integrare le ragioni del territorio e dell’ambiente con quelle dello sviluppo accogliendo e coniugando le esigenze di cittadini ed imprese. A tal fine negli ultimi anni il Piemonte ha attivato finanziamenti e si è dotato di strumenti che hanno permesso di aumentare la dotazione di infrastrutture - di trasporto, telecomunicazione, idriche, energetiche e difesa del suolo - mitigandone l’impatto ambientale e, allo stesso tempo, aumentando la sicurezza e l’ottimizzazione dell’uso del territorio e favorendo il recupero, l’integrazione e la valorizzazione della aree collinari e montane.

• Di rilevanza strategica il Piano di Tutela delle Acque, di cui è stato avviato l’iter di approvazione e la cui concreta realizzazione consentirà di rispettare gli obblighi comunitari e nazionali e di conseguire il corretto equilibrio tra l’esigenze di crescita economica e quelle di protezione di una risorsa strategica quale l’acqua.

• L’approvazione, da parte del Consiglio regionale, del Piano energetico–ambientale ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta nelle politiche energetiche del Piemonte. Tra gli indirizzi qualificanti del Piano vi è senza dubbio la razionalizzazione dei consumi energetici (soprattutto in campo civile e nel terziario) e il raddoppio della quantità di energia prodotta da fonte rinnovabile, che oggi si attesta sul 2% circa. Nuovo è anche il metodo di attuazione, che si basa sulla più ampia condivisione degli obiettivi.

• Per la qualità dell’aria abbiamo aumentato gli incentivi per l’acquisto di veicoli a basso impatto e la diffusione dei carburanti “ambientali”, in aggiunta ai tradizionali finanziamenti erogati a favore del trasporto pubblico locale.

• Ingenti risorse sono state destinate al risanamento ambientale di aree contaminate del Piemonte (progetti sono stati varati a Casale Monferrato, Balangero, Basse di Stura, Pieve Vergonte, per l’Acna di Cengio).

• Per quanto riguarda i rifiuti, incentivi ed azioni promozionali sono stati dedicati in particolare alla raccolta differenziata, che sta registrando in Piemonte punte di eccellenza che vedono superate percentuali di oltre il 50%.

• Per la difesa del territorio l’attività svolta è stata caratterizzata soprattutto dalla programmazione e dal finanziamento di importanti interventi (oltre 6.700) per ripristinare e migliorare le opere pubbliche danneggiate da alluvioni.

• Grande attenzione è stata posta alle aree montane: rafforzando i servizi pubblici, favorendo lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione, sostenendo l’istruzione primaria e le nuove opportunità di occupazione è stato invertito il trend demografico negativo e le aree montane sono tornate infatti ad essere luoghi ambiti per lavorare e vivere con alti standard di qualità. Il risultato è stato largamente positivo: dopo che nel periodo 1861-1991 la popolazione residente nel territorio alpino compreso nelle 48 Comunità montane piemontesi aveva fatto segnare un –14,57%, passando da 949.824 a 811.473 unità, nel corso del periodo 1991-2003 la popolazione è invece cresciuta dell’1.42% a fronte di un leggero decremento nel complesso della regione (- 0,69%)

 

Dati ed iniziative della Giunta

 

- La Regione Piemonte ha sottoscritto nel 2000 una convenzione con Poste Italiane che consente, grazie all’’operatore polivalente e all’orario modulare, l’apertura di un ufficio postale in tutti i comuni montani piemontesi.

- Tra gli interventi più significativi nel campo delle opere pubbliche vanno ricordati la ricostruzione del ponte di Robassomero, il ponte promiscuo di Pinerolo sul Chisone, il ponte di Casale Monferrato, arginature e scolmatori a Chivasso, sistemazione idraulica Roggia Stura con potenziamento della stazione di pompaggio a Trino e la variante di Balzola ed infine gli interventi di messa in sicurezza della Bassa Val di Susa.

-Tra gli interventi realizzati tramite l’AIPO vi sono il nodo idraulico di Ivrea, il nodo idraulico di S. Mauro e 70 km di arginatura sul bacino del Tanaro; il ripristino delle opere pubbliche e i beni monumentali danneggiati dagli eventi sismici degli anni 2000 e 2003 e il ristoro dei danni ai privati cittadini ha comportato una spesa di oltre 50 M€.

- Nel decennio 1995-2004 sono stati avviati interventi in materia di tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche per un ammontare di 573 M€ con il finanziamento di oltre 2400 progetti.

- Potenziata la rete telematica della pubblica amministrazione piemontese (Rupar) che conta 2.150 enti collegati con oltre 2.700 sedi. E’ stato inoltre avviato il progetto Rupar 2 per dare al Piemonte un’infrastruttura di connettività diffusa su tutto il territorio, al servizio della pubblica amministrazione, cittadini, imprese ed enti di ricerca,

- Per quanto riguarda il settore della protezione civile, assume particolare rilevanza l’approvazione della nuova legge regionale e dei cinque regolamenti attuativi (che completano così l’intera riforma del settore) e la rilocalizzazione della sede del settore e della nuova sala operativa progettata per affrontare, con dotazione di altissima tecnologia, le emergenze regionali; infine il completamento della colonna mobile regionale.

- A partire dal 2003, con il trasferimento in Arpa dei servizi tecnici di prevenzione, è stata ulteriormente realizzata (prima esperienza in Italia) una compiuta integrazione delle conoscenze e delle capacità di intervento, indispensabile presupposto per una corretta politica ambientale.

- Regione Piemonte e Environment Park hanno istituito un premio per le imprese piemontesi che investono in eco-efficienza.

- Con la l.r. 44 è stata ridefinita la “mission” della politica delle Aree protette regionali inserendola nelle strategie internazionali e comunitarie di conservazione e di valorizzazione della biodiversità e riconoscendo in tali processi il ruolo strategico e insostituibile delle comunità locali.

- Con riferimento alla programmazione comunitaria sono stati avviati dalle Aree protette regionali dal 1995 al 2004, 137 progetti con un investimento complessivo di 15 M€.

- Dal 2000 ad oggi sono stati formati ed addestrati oltre 4.000 operatori professionali e volontari del settore antincendi boschivi (Aib). Sono state rinnovate le convenzioni operative con il Corpo Forestale dello Stato e con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. L’Aib del Piemonte è il primo in Italia ad aver ottenuto la certificazione ambientale secondo le normative europee.

- La Regione ha poi attivato circa 10 milioni di euro di investimenti per potenziare la filiera legno-energia per l’attivazione di impianti per la produzione di energia alimentati con biomassa.

- Formati oltre 4.000 operatori antincendi boschivi ed avviati i corsi di formazione e specializzazione degli operai forestali regionali.

- Il Piemonte presenta una delle migliori estensioni forestali in Italia: oltre 740.000 ettari. Un patrimonio di grande valore arricchito dalla presenza di 23 alberi monumentali, per la cui tutela, in questi anni, la Regione ha operato su più fronti: realizzando un censimento diffuso e sottoponendoli ad apposite cure e poi con attività di promozione.

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria